4.12.16

I'm listening to

Lambchop - FLOTUS


Kurt Wagner dice che lui e sua moglie non hanno mai avuto gusti musicali in comune. Non scelgono assieme il disco da mettere su piatto la domenica mattina, non comprano i biglietti dei concerti per due, non sono mai stati quel genere di coppia. Lui coi Lambchop ha sempre ricercato l'essenza del country americano, scrivendo pezzi raffinatissimi che sembrano incisi standosene sulla sedia a dondolo nella veranda di una casa coloniale in Alabama. Lei invece ascolta Kendrick Lamar. Anche i ragazzi del quartiere, fanno girare tutto il giorno Frank Ocean, Kendrick, gli Shabazz Places. Nel nuovo album dei Lambchop, Wagner filtra la sua personalissima sensibilità folk attraverso tutte queste influenze, manipolando la propria voce col vocoder, inserendo tappeti elettronici ovunque, e ne viene fuori un disco elettronico ma insieme antichissimo. FLOTUS sta per For Love Often Turn Us Still, che vuol dire più o meno "per l'amore che ci rende spesso immobili", come questo disco che a tratti disorienta e a tratti infatua, o come quando ci si innamora di persone che non hanno la nostra stessa collezione di dischi. Lo potete ascoltate per intero quì.

23.10.16

I'm listening to

His Clancyness - Isolation Culture


Se avete un minimo di familiarità con il lavoro di Jonathan Clancy, sapete già che stiamo parlando di un disco di pregio, e che nelle trame di questi nuovi pezzi ci ritroverete i Deerhunter, gli Arcade Fire, un po' di malinconia east coast e un po' di glam. Dopotutto, gli His Clancyness in questa materia sono sempre stati i primi della classe, quì in Italia. Quello che vi sorprenderà, invece, sarà la profondità in cui Isolation Culture decide di tuffarsi, la consapevolezza con cui affronta il contesto contemporaneo nei testi e più in generale nel concept del lavoro nella sua interezza. Vi sorprenderà sentir declamare, sopra un tappeto di tranquilli riverberi, "fuck you Italian government". E vi sorprenderà la frequenza con cui rimanderete il disco da capo.
Lo ascoltate per intero quì.

16.10.16

I'm listening to

Angel Olsen - My Woman
Senza tanti giri di parole, My Woman è il disco più bello uscito quest'anno.
Il potenziale di Angel Olsen era già chiarissimo quando faceva la corista per Bonnie Prince Billy (la magia di un disco come Wolfroy goes to Town stava anche nei contrappunti della Olsen), e nel precedente Burn your Fire... aveva dimostrato come potesse passare da caramelline garage-pop a cantilene lancinanti alla Leonard Cohen da sette minuti. In My Woman tutto il suo talento esplode. Ogni canzone è uno statement, tanto della propria arte quanto della propria femminilità. "Ti sfido a comprendere / cosa faccia di me una donna", canta la Olsen, e tu non puoi far altro che lasciarti trascinare nel suo mistero.

9.10.16

I'm listening to

LVL UP - Return to love

Stai per finire il college, hai vissuto qualche anno nella Grande Mela bazzicando concerti e negozi di dischi, hai inciso un paio di album e una manciata di EP con degli amici, ma solamente qualche blogger estremamente curioso li ha ascoltati. Superi la soglia fatidica dei 25 anni, e decidi di salutare definitivamente l'adolescenza. Arrivi in sala prove e dici "Registriamo un ultimo album, e se non entra nelle mani giuste in fretta suoniamo un paio di show d'addio e salutiamo gli amici".
Return to love doveva essere l'ultimo tassello della carriera dei LVL UP, invece è stato intercettato dalla Sub Pop, che ha messo subito sotto contratto il quartetto newyorkese e ha fatto uscire l'album qualche giorno fa. Il disco è pieno di grandi pezzi (e grandi riverberi), in cui c'è tutto lo struggimento di chi non sa se affrontare la vita con la coscienza di un adulto o col cuore di un ragazzino. Certo, Hidden driver assomiglia un po' troppo ai Neutral Milk Hotel, e ci sono un paio di ritornelli che sembrano rubati ai Pavement; ma il bello del disco sta in questo: Return to love è una sentitissima lettera d'amore all'indie-rock.

2.10.16

I'm listening to

Le sacerdotesse dell'Isola del Piacere - Interpretazione dei sogni



Interpretazione dei sogni sembrerebbe un titolo evocativo, ma in realtà è di una concretezza estrema: ogni traccia è un tentativo tenace di cristallizzare l’atmosfera del sogno, di immergere l’ascoltatore, sveglio e cosciente, in un’esperienza simile a quella messa in moto dal nostro subconscio in fase Rem. Ci sono dei dischi, tipo Siamese Dream degli Smashing Pumpkins o quelli dei Motorpsycho, in cui ci si sente fisicamente sospesi, con quei chitarroni grossi che però riescono a sollevarsi a mezz’aria. Nel nuovo album delle Sacerdotesse ci si trova nella stessa situazione: in punta di piedi, con la testa reclinata, a cercare costellazioni e non lasciarsi scappare il ricordo di un sogno. Penso che in un altro periodo storico Le Sacerdotesse sarebbero state annoverate senza problemi tra i grandi gruppi alternative italiani (Verdena, Marlene eccetera, anche in termini di popolarità e pubblico); ma non siamo nel 2002, e questo disco rimarrà sempre un po’ più piccolo di quello che merita, un piccolo sogno che custodiremo gelosamente.
Esce per V4V e Cloudhead, e lo potete ascoltare per intero su Youtube o Spotify.

23.8.16

In edicola ad Agosto


Una manciata di giorni fa è arrivato in edicola il primissimo numero di Soccer Illustrated, un nuovo esperimento editoriale a tema calcistico che vede in cabina di regia (grafica, si intende) il mitico Francesco Poroli. A lui devo la grande opportunità di poter far parte della squadra di illustratori che hanno contribuito a questa prima uscita. Io ho illustrato un pezzo off-topic, sulle Olimpiadi di Rio.
Oltre al Team Refugée, ho disegnato Oksana Chusovitina, Nino e Tsotne Salukvadze, il campionissimo Michael Phelps, le gemelle Leila, Lily e Liina Luik, e l'irriducibile Zahra Nemati.






Alla fine è venuto fuori più o meno così: 


6.8.16

È arrivata l'estate. Finalmente.


Sarebbe bello starsene a prendere il sole ai Caraibi, ma quì ci arrangiamo con l'aria condizionata, Netflix e qualche bel dischetto uscito in questi mesi. Allora ho messo insieme una playlist per i pomeriggi afosi, che credo suoni bene sia sotto il sole rovente sia tra le mura del proprio palazzo. Tutti gruppi da riscoprire e di cui innamorarsi.

Divertitevi, buone vacanze :)


3.7.16

Un paio di cose successe da poco




Recentemente sono stato invitato dai ragazzi del Treviso Comic Book Festival a partecipare all'esposizione per i festeggiamenti dei 1000 anni della città di Conegliano.
Ho contribuito con questo ritratto di Cima da Conegliano, famigerato pittore del Quattrocento; l'artista, originario per l'appunto di Conegliano, aveva l'ossessione di inserire particolari del paesaggio della proprio infanzia in ogni sua opera. E, per omaggiarlo, ho ripescato pezzi di Conegliano dalla sua Sant'Elena:



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Ho contribuito anche al terzo numero di Myau Zine, sempre per la rubrica di cinema; questa volta si parlava di un classico contemporaneo, Dallas Buyers Club.
Questa è l'illustrazione che accompagna l'articolo.


22.6.16

I'm listening to - Tre dischi per cominciare l'estate con l'attitudine giusta

È piovuto per così tanto tempo che ci siamo dimenticati che effetto faccia il sole sulla pelle. Adesso l'estate sembra davvero alle porte, ma abbiamo accumulato talmente tanto grigiume che diventa necessario sfogarsi un po'. E allora questa volta niente dischi tristi, solo dischi furiosi.

Slander - Bad Weather


Non a caso, l'ep che gli Slander hanno fatto uscire qualche giorno fa si intitola Bad Weather. I fiòi, per chi ancora non lo sapesse, sono un manipolo di veneziani impazziti, punta di diamante di una scena che negli ultimi anni è emersa dalla Laguna regalando concerti imperdibili e il più bel festival hardcore d'Italia.
Con questo nuovo EP dimostrano una volta per tutte di poter rivaleggiare con chiunque anche fuori dai confini nazionali. Sono sporchi, brutti e cattivi, i giri di basso ti prendono per il collo e non sai più dove sei, le chitarre esplodono e non sai che fare, insomma è tutto potentissimo. Una mazzata di classe, hardcore punk come vorremo fosse sempre suonato.
Potete ascoltare l'ep per intero su youtube, ma li trovate in giro praticamente tutto l'anno.
Menzione a parte per la copertina, una stupenda illustrazione di Sean Taggart, un'istituzione del punkrock.

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BRUUNO - Belva

 La prima cosa che mi ha colpito di Belva, ep d'esordio dei BRUUNO, è la botta. La produzione è perfetta, ogni singolo strumento ti arriva nelle orecchie e te le prende a calci con precisione chirurgica. È un assalto che dura una manciata di minuti, un quarto d'ora di post-hardcore cerebrale e sassate, e appena finisce il mondo sembra così silenzioso che devi riascoltarlo per forza. Per capirci, siamo dalle parti di Lacrima Pantera dei Death of Anna Karina, ma più monolitici, o dei Ruggine, ma i testi quì hanno una sfumatura più intimista, e più fragile. Anche quì, plauso alla copertina ad opera del buon Carlo Zulian.
È uscito per V4V e COYPU Records già da un paio di mesi, ma vedrete che è perfetto quando vi si rompe il condizionatore. Lo scaricate gratuitamente dal sito dell'etichetta.

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Papier Tigre - The Screw





Quì arriviamo al noise matematico, di quello che ti affetta per bene il cervello, tipo i Don Caballero, o, per rimanere in italia, i grandissimi Three Second Kiss. i Papier Tigre sono francesi, di Nantes, e il nuovo album The Screw è il coronamento di una carriera lunga oramai una decade. E l'esperienza, dentro alle nuove tracce, si sente tutta. È un piacere seeguire il trio muoversi con tale naturalezza da un pezzo di pura schizofrenia come l'iniziale The Other Me a macigni come A Matter of Minutes, nove minuti costruiti su una singola nota. Dei maestri assoluti del genere.
Potete ascoltarvi il disco per intero su Soundcloud, o recuperarvi quelli vecchi da Bandcamp.
Sì, mi piace anche questa copertina.

9.6.16

I'm listening to

DAGS! - Snowed In / Stormed Out


L'ultimo disco dei milanesi DAGS! è uscito a inizio Aprile, quindi sono più o meno due mesi che lo ascolto un giorno sì e un giorno pure. Vi ricordate i Settlefish? Facevano dischi che sembravano uscire dal Wyoming, o da una qualsiasi città emersa dai boschi del midwest, avevano studiato talmente bene la lezione che quando ti dicevano "guarda che son di Bologna" sembrava uno scherzo.
Succede un po' la stessa cosa sentendo Snowed In / Stormed Out: è un disco emo raffinatissimo, a tratti molto matematico, a tratti frenetico tipo i Braid di Frame and Canvas, come se il mondo dovesse finire da un momento all'altro ma non puoi andartene senza prima aver urlato tutti i tuoi sentimenti all'unisono. Siccome il mondo potrebbe davvero finire da un momento all'altro, recuperate in fretta il disco. Lo trovate anche in streaming e free download sul loro bandcamp.