23.8.16

In edicola ad Agosto


Una manciata di giorni fa è arrivato in edicola il primissimo numero di Soccer Illustrated, un nuovo esperimento editoriale a tema calcistico che vede in cabina di regia (grafica, si intende) il mitico Francesco Poroli. A lui devo la grande opportunità di poter far parte della squadra di illustratori che hanno contribuito a questa prima uscita. Io ho illustrato un pezzo off-topic, sulle Olimpiadi di Rio.
Oltre al Team Refugée, ho disegnato Oksana Chusovitina, Nino e Tsotne Salukvadze, il campionissimo Michael Phelps, le gemelle Leila, Lily e Liina Luik, e l'irriducibile Zahra Nemati.






Alla fine è venuto fuori più o meno così: 


6.8.16

È arrivata l'estate. Finalmente.


Sarebbe bello starsene a prendere il sole ai Caraibi, ma quì ci arrangiamo con l'aria condizionata, Netflix e qualche bel dischetto uscito in questi mesi. Allora ho messo insieme una playlist per i pomeriggi afosi, che credo suoni bene sia sotto il sole rovente sia tra le mura del proprio palazzo. Tutti gruppi da riscoprire e di cui innamorarsi.

Divertitevi, buone vacanze :)


3.7.16

Un paio di cose successe da poco




Recentemente sono stato invitato dai ragazzi del Treviso Comic Book Festival a partecipare all'esposizione per i festeggiamenti dei 1000 anni della città di Conegliano.
Ho contribuito con questo ritratto di Cima da Conegliano, famigerato pittore del Quattrocento; l'artista, originario per l'appunto di Conegliano, aveva l'ossessione di inserire particolari del paesaggio della proprio infanzia in ogni sua opera. E, per omaggiarlo, ho ripescato pezzi di Conegliano dalla sua Sant'Elena:



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Ho contribuito anche al terzo numero di Myau Zine, sempre per la rubrica di cinema; questa volta si parlava di un classico contemporaneo, Dallas Buyers Club.
Questa è l'illustrazione che accompagna l'articolo.


22.6.16

I'm listening to - Tre dischi per cominciare l'estate con l'attitudine giusta

È piovuto per così tanto tempo che ci siamo dimenticati che effetto faccia il sole sulla pelle. Adesso l'estate sembra davvero alle porte, ma abbiamo accumulato talmente tanto grigiume che diventa necessario sfogarsi un po'. E allora questa volta niente dischi tristi, solo dischi furiosi.

Slander - Bad Weather


Non a caso, l'ep che gli Slander hanno fatto uscire qualche giorno fa si intitola Bad Weather. I fiòi, per chi ancora non lo sapesse, sono un manipolo di veneziani impazziti, punta di diamante di una scena che negli ultimi anni è emersa dalla Laguna regalando concerti imperdibili e il più bel festival hardcore d'Italia.
Con questo nuovo EP dimostrano una volta per tutte di poter rivaleggiare con chiunque anche fuori dai confini nazionali. Sono sporchi, brutti e cattivi, i giri di basso ti prendono per il collo e non sai più dove sei, le chitarre esplodono e non sai che fare, insomma è tutto potentissimo. Una mazzata di classe, hardcore punk come vorremo fosse sempre suonato.
Potete ascoltare l'ep per intero su youtube, ma li trovate in giro praticamente tutto l'anno.
Menzione a parte per la copertina, una stupenda illustrazione di Sean Taggart, un'istituzione del punkrock.

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BRUUNO - Belva

 La prima cosa che mi ha colpito di Belva, ep d'esordio dei BRUUNO, è la botta. La produzione è perfetta, ogni singolo strumento ti arriva nelle orecchie e te le prende a calci con precisione chirurgica. È un assalto che dura una manciata di minuti, un quarto d'ora di post-hardcore cerebrale e sassate, e appena finisce il mondo sembra così silenzioso che devi riascoltarlo per forza. Per capirci, siamo dalle parti di Lacrima Pantera dei Death of Anna Karina, ma più monolitici, o dei Ruggine, ma i testi quì hanno una sfumatura più intimista, e più fragile. Anche quì, plauso alla copertina ad opera del buon Carlo Zulian.
È uscito per V4V e COYPU Records già da un paio di mesi, ma vedrete che è perfetto quando vi si rompe il condizionatore. Lo scaricate gratuitamente dal sito dell'etichetta.

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Papier Tigre - The Screw





Quì arriviamo al noise matematico, di quello che ti affetta per bene il cervello, tipo i Don Caballero, o, per rimanere in italia, i grandissimi Three Second Kiss. i Papier Tigre sono francesi, di Nantes, e il nuovo album The Screw è il coronamento di una carriera lunga oramai una decade. E l'esperienza, dentro alle nuove tracce, si sente tutta. È un piacere seeguire il trio muoversi con tale naturalezza da un pezzo di pura schizofrenia come l'iniziale The Other Me a macigni come A Matter of Minutes, nove minuti costruiti su una singola nota. Dei maestri assoluti del genere.
Potete ascoltarvi il disco per intero su Soundcloud, o recuperarvi quelli vecchi da Bandcamp.
Sì, mi piace anche questa copertina.

9.6.16

I'm listening to

DAGS! - Snowed In / Stormed Out


L'ultimo disco dei milanesi DAGS! è uscito a inizio Aprile, quindi sono più o meno due mesi che lo ascolto un giorno sì e un giorno pure. Vi ricordate i Settlefish? Facevano dischi che sembravano uscire dal Wyoming, o da una qualsiasi città emersa dai boschi del midwest, avevano studiato talmente bene la lezione che quando ti dicevano "guarda che son di Bologna" sembrava uno scherzo.
Succede un po' la stessa cosa sentendo Snowed In / Stormed Out: è un disco emo raffinatissimo, a tratti molto matematico, a tratti frenetico tipo i Braid di Frame and Canvas, come se il mondo dovesse finire da un momento all'altro ma non puoi andartene senza prima aver urlato tutti i tuoi sentimenti all'unisono. Siccome il mondo potrebbe davvero finire da un momento all'altro, recuperate in fretta il disco. Lo trovate anche in streaming e free download sul loro bandcamp.

28.3.16

I'm listening to

BIRTHH - Born In The Woods


Alice ha solo 19 anni ma ha una voglia di farsi sentire che spiazza per intensità e convinzione. Nel suo disco d'esordio a nome BIRTHH, che esce per We Were Never Being Boring parla di veleno che scorre nelle vene, di facce senz'amore, di regine del Regno del Fallimento, e sembra che ti fissi dritto negli occhi, sfidandoti a raccogliere tutta quest'oscurità. Il disco è fatto di suoni profondi e rumori ambientali, e per certe cose mi ha ricordato i Daughter, ma quì siamo davvero una spanna sopra.
All'estero ne stanno parlando un po' tutti, ed è già cominciato il tour americano; voi ascoltatevi Born in the Woods per intero direttamente dal sito dell'etichetta, che sarebbe brutto non accorgersi dei gioielli che abbiamo in casa.

23.2.16

I'm listening to

And So Your Life is Ruined | Rivincite

Uno dei difetti di tantissimi gruppi emo sbucati fuori negli ultimi anni è che sembrano sempre giocare a chi arriva ultimo. Chi piange più forte, chi ha le sfighe più nere, e intanto i testi diventano tutti uguali, e le canzoni si incrinano tutte nella stessa maniera. Invece gli And So Your Life is Ruined hanno capito che quello che ci fa amare così tanto le canzoni dei Promise Ring, o degli American Football, è che ci ritroviamo tutta l'ingiustizia della vita, ma anche tutta la voglia di sfidarla, e di ridercela alle sue spalle. Rivincite è così, un sorriso agrodolce, malinconico. Ed è stupendo. Le chitarre sono curatissime, i testi non hanno un singolo verso scontato, e poi potrei andare avanti un bel po' con le sviolinate perché secondo me è il disco più importante per, diciamo, "il genere" dai tempi di Diavoleria. Voi potete guardarvi il video del primo singolo, e preordinare l'album dallo store di V4V.

20.2.16

Un altro poster, un altro concertone.


Questo è il poster per le due date italiane del tour primaverile degli Gnarwolves, da Brighton, che passano per Milano e (incredibile!) Vicenza. Il lettering è di Guido, che oltre a dilettarsi coi caratteri progetta cose fighissime. Ci vediamo sotto al palco?

8.2.16

21.1.16

I'm listening to

 Urali - Persona





Persona parla, per l'appunto, di persone, come testimoniano i titoli dei brani. Racconta di come ci sfugga sempre un particolare, un fotogramma, di come non riusciamo mai a ricomporre davvero l'immagine di un qualsiasi altro essere umano. E racconta tutto questo con una chitarra lacerante in sottofondo, un drone che in alcuni punti sfiora il metal. Non c'è ritmica, solo storie sostenute da un fiume di distorsione. Un po' come Rollercoaster dei Red House Painters, pezzi di diario affogati nel feedback. O cose tipo Le Noise di Neil Young. Il disco, bellissimo, lo ascoltate per intero su bandcamp, mentre Urali (che poi si chiama Ivan) lo trovate in giro a qualche data del tour.