Clap! Clap! - A Thousand Skies
Ascoltando il nuovo album di Clap! Clap! Ti sembra davvero di attraversarli uno per uno questi cieli: passi per l'Africa, costeggi il Medio Oriente, fai una capatina in Giappone (l'intro di Oriens.Oriri), passi per Chicago, e torni verso casa. Ma riparti subito, perché appena finisce il disco lo rimetti da capo. È un'elettronica gustosissima, succulenta mi viene da dire, che parte dall'hip hop ma lo trasfigura completamente, macinandolo con sample di musica popolare da ogni angolo del globo, assoli di piano jazz e roba tipo Caribou.
Raramente l'elettronica riesce ad appassionarmi, ma questo disco mi ha davvero fatto innamorare.
Ascoltatelo all'infinito qui.
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11.3.17
21.1.17
I'm listening to
Margaret Glaspy - Emotions and Math
Tutti a compilare i listoni di fine anno, poi arriva gennaio e ci si è persi un disco come questo. Emotions and Math è uno di quei dischi che riescono ad essere profondamete sinceri e facilmente radiofonici allo stesso tempo, con la Glaspy che scrive dei testi meravigliosi e li gratta e sporca con una voce che a tratti sembra Fiona Apple, con una Gibson al posto del pianoforte e i poster di Liz Phair e degli Heatmiser in cameretta (ditemi se il singolo You and I non vi ricorda da vicino la band di Elliot Smith).
Non perseverate nell'errore, tanto lo trovate tutto su Spotify e pure su Soundcloud.
Tutti a compilare i listoni di fine anno, poi arriva gennaio e ci si è persi un disco come questo. Emotions and Math è uno di quei dischi che riescono ad essere profondamete sinceri e facilmente radiofonici allo stesso tempo, con la Glaspy che scrive dei testi meravigliosi e li gratta e sporca con una voce che a tratti sembra Fiona Apple, con una Gibson al posto del pianoforte e i poster di Liz Phair e degli Heatmiser in cameretta (ditemi se il singolo You and I non vi ricorda da vicino la band di Elliot Smith).
Non perseverate nell'errore, tanto lo trovate tutto su Spotify e pure su Soundcloud.
4.12.16
I'm listening to
Lambchop - FLOTUS
Kurt Wagner dice che lui e sua moglie non hanno mai avuto gusti musicali in comune. Non scelgono assieme il disco da mettere su piatto la domenica mattina, non comprano i biglietti dei concerti per due, non sono mai stati quel genere di coppia. Lui coi Lambchop ha sempre ricercato l'essenza del country americano, scrivendo pezzi raffinatissimi che sembrano incisi standosene sulla sedia a dondolo nella veranda di una casa coloniale in Alabama. Lei invece ascolta Kendrick Lamar. Anche i ragazzi del quartiere, fanno girare tutto il giorno Frank Ocean, Kendrick, gli Shabazz Places. Nel nuovo album dei Lambchop, Wagner filtra la sua personalissima sensibilità folk attraverso tutte queste influenze, manipolando la propria voce col vocoder, inserendo tappeti elettronici ovunque, e ne viene fuori un disco elettronico ma insieme antichissimo. FLOTUS sta per For Love Often Turn Us Still, che vuol dire più o meno "per l'amore che ci rende spesso immobili", come questo disco che a tratti disorienta e a tratti infatua, o come quando ci si innamora di persone che non hanno la nostra stessa collezione di dischi. Lo potete ascoltate per intero quì.
Kurt Wagner dice che lui e sua moglie non hanno mai avuto gusti musicali in comune. Non scelgono assieme il disco da mettere su piatto la domenica mattina, non comprano i biglietti dei concerti per due, non sono mai stati quel genere di coppia. Lui coi Lambchop ha sempre ricercato l'essenza del country americano, scrivendo pezzi raffinatissimi che sembrano incisi standosene sulla sedia a dondolo nella veranda di una casa coloniale in Alabama. Lei invece ascolta Kendrick Lamar. Anche i ragazzi del quartiere, fanno girare tutto il giorno Frank Ocean, Kendrick, gli Shabazz Places. Nel nuovo album dei Lambchop, Wagner filtra la sua personalissima sensibilità folk attraverso tutte queste influenze, manipolando la propria voce col vocoder, inserendo tappeti elettronici ovunque, e ne viene fuori un disco elettronico ma insieme antichissimo. FLOTUS sta per For Love Often Turn Us Still, che vuol dire più o meno "per l'amore che ci rende spesso immobili", come questo disco che a tratti disorienta e a tratti infatua, o come quando ci si innamora di persone che non hanno la nostra stessa collezione di dischi. Lo potete ascoltate per intero quì.
23.10.16
I'm listening to
His Clancyness - Isolation Culture
Se avete un minimo di familiarità con il lavoro di Jonathan Clancy, sapete già che stiamo parlando di un disco di pregio, e che nelle trame di questi nuovi pezzi ci ritroverete i Deerhunter, gli Arcade Fire, un po' di malinconia east coast e un po' di glam. Dopotutto, gli His Clancyness in questa materia sono sempre stati i primi della classe, quì in Italia. Quello che vi sorprenderà, invece, sarà la profondità in cui Isolation Culture decide di tuffarsi, la consapevolezza con cui affronta il contesto contemporaneo nei testi e più in generale nel concept del lavoro nella sua interezza. Vi sorprenderà sentir declamare, sopra un tappeto di tranquilli riverberi, "fuck you Italian government". E vi sorprenderà la frequenza con cui rimanderete il disco da capo.
Lo ascoltate per intero quì.
Se avete un minimo di familiarità con il lavoro di Jonathan Clancy, sapete già che stiamo parlando di un disco di pregio, e che nelle trame di questi nuovi pezzi ci ritroverete i Deerhunter, gli Arcade Fire, un po' di malinconia east coast e un po' di glam. Dopotutto, gli His Clancyness in questa materia sono sempre stati i primi della classe, quì in Italia. Quello che vi sorprenderà, invece, sarà la profondità in cui Isolation Culture decide di tuffarsi, la consapevolezza con cui affronta il contesto contemporaneo nei testi e più in generale nel concept del lavoro nella sua interezza. Vi sorprenderà sentir declamare, sopra un tappeto di tranquilli riverberi, "fuck you Italian government". E vi sorprenderà la frequenza con cui rimanderete il disco da capo.
Lo ascoltate per intero quì.
16.10.16
I'm listening to
Angel Olsen - My Woman
Senza tanti giri di parole, My Woman è il disco più bello uscito quest'anno.
Il potenziale di Angel Olsen era già chiarissimo quando faceva la corista per Bonnie Prince Billy (la magia di un disco come Wolfroy goes to Town stava anche nei contrappunti della Olsen), e nel precedente Burn your Fire... aveva dimostrato come potesse passare da caramelline garage-pop a cantilene lancinanti alla Leonard Cohen da sette minuti. In My Woman tutto il suo talento esplode. Ogni canzone è uno statement, tanto della propria arte quanto della propria femminilità. "Ti sfido a comprendere / cosa faccia di me una donna", canta la Olsen, e tu non puoi far altro che lasciarti trascinare nel suo mistero.
Senza tanti giri di parole, My Woman è il disco più bello uscito quest'anno.
Il potenziale di Angel Olsen era già chiarissimo quando faceva la corista per Bonnie Prince Billy (la magia di un disco come Wolfroy goes to Town stava anche nei contrappunti della Olsen), e nel precedente Burn your Fire... aveva dimostrato come potesse passare da caramelline garage-pop a cantilene lancinanti alla Leonard Cohen da sette minuti. In My Woman tutto il suo talento esplode. Ogni canzone è uno statement, tanto della propria arte quanto della propria femminilità. "Ti sfido a comprendere / cosa faccia di me una donna", canta la Olsen, e tu non puoi far altro che lasciarti trascinare nel suo mistero.
9.10.16
I'm listening to
LVL UP - Return to love
Stai per finire il college, hai vissuto qualche anno nella Grande Mela bazzicando concerti e negozi di dischi, hai inciso un paio di album e una manciata di EP con degli amici, ma solamente qualche blogger estremamente curioso li ha ascoltati. Superi la soglia fatidica dei 25 anni, e decidi di salutare definitivamente l'adolescenza. Arrivi in sala prove e dici "Registriamo un ultimo album, e se non entra nelle mani giuste in fretta suoniamo un paio di show d'addio e salutiamo gli amici".
Return to love doveva essere l'ultimo tassello della carriera dei LVL UP, invece è stato intercettato dalla Sub Pop, che ha messo subito sotto contratto il quartetto newyorkese e ha fatto uscire l'album qualche giorno fa. Il disco è pieno di grandi pezzi (e grandi riverberi), in cui c'è tutto lo struggimento di chi non sa se affrontare la vita con la coscienza di un adulto o col cuore di un ragazzino. Certo, Hidden driver assomiglia un po' troppo ai Neutral Milk Hotel, e ci sono un paio di ritornelli che sembrano rubati ai Pavement; ma il bello del disco sta in questo: Return to love è una sentitissima lettera d'amore all'indie-rock.
Stai per finire il college, hai vissuto qualche anno nella Grande Mela bazzicando concerti e negozi di dischi, hai inciso un paio di album e una manciata di EP con degli amici, ma solamente qualche blogger estremamente curioso li ha ascoltati. Superi la soglia fatidica dei 25 anni, e decidi di salutare definitivamente l'adolescenza. Arrivi in sala prove e dici "Registriamo un ultimo album, e se non entra nelle mani giuste in fretta suoniamo un paio di show d'addio e salutiamo gli amici".
Return to love doveva essere l'ultimo tassello della carriera dei LVL UP, invece è stato intercettato dalla Sub Pop, che ha messo subito sotto contratto il quartetto newyorkese e ha fatto uscire l'album qualche giorno fa. Il disco è pieno di grandi pezzi (e grandi riverberi), in cui c'è tutto lo struggimento di chi non sa se affrontare la vita con la coscienza di un adulto o col cuore di un ragazzino. Certo, Hidden driver assomiglia un po' troppo ai Neutral Milk Hotel, e ci sono un paio di ritornelli che sembrano rubati ai Pavement; ma il bello del disco sta in questo: Return to love è una sentitissima lettera d'amore all'indie-rock.
2.10.16
I'm listening to
Le sacerdotesse dell'Isola del Piacere - Interpretazione dei sogni
Interpretazione dei sogni sembrerebbe un titolo evocativo, ma in realtà è di una concretezza estrema: ogni traccia è un tentativo tenace di cristallizzare l’atmosfera del sogno, di immergere l’ascoltatore, sveglio e cosciente, in un’esperienza simile a quella messa in moto dal nostro subconscio in fase Rem. Ci sono dei dischi, tipo Siamese Dream degli Smashing Pumpkins o quelli dei Motorpsycho, in cui ci si sente fisicamente sospesi, con quei chitarroni grossi che però riescono a sollevarsi a mezz’aria. Nel nuovo album delle Sacerdotesse ci si trova nella stessa situazione: in punta di piedi, con la testa reclinata, a cercare costellazioni e non lasciarsi scappare il ricordo di un sogno. Penso che in un altro periodo storico Le Sacerdotesse sarebbero state annoverate senza problemi tra i grandi gruppi alternative italiani (Verdena, Marlene eccetera, anche in termini di popolarità e pubblico); ma non siamo nel 2002, e questo disco rimarrà sempre un po’ più piccolo di quello che merita, un piccolo sogno che custodiremo gelosamente.
Esce per V4V e Cloudhead, e lo potete ascoltare per intero su Youtube o Spotify.
Interpretazione dei sogni sembrerebbe un titolo evocativo, ma in realtà è di una concretezza estrema: ogni traccia è un tentativo tenace di cristallizzare l’atmosfera del sogno, di immergere l’ascoltatore, sveglio e cosciente, in un’esperienza simile a quella messa in moto dal nostro subconscio in fase Rem. Ci sono dei dischi, tipo Siamese Dream degli Smashing Pumpkins o quelli dei Motorpsycho, in cui ci si sente fisicamente sospesi, con quei chitarroni grossi che però riescono a sollevarsi a mezz’aria. Nel nuovo album delle Sacerdotesse ci si trova nella stessa situazione: in punta di piedi, con la testa reclinata, a cercare costellazioni e non lasciarsi scappare il ricordo di un sogno. Penso che in un altro periodo storico Le Sacerdotesse sarebbero state annoverate senza problemi tra i grandi gruppi alternative italiani (Verdena, Marlene eccetera, anche in termini di popolarità e pubblico); ma non siamo nel 2002, e questo disco rimarrà sempre un po’ più piccolo di quello che merita, un piccolo sogno che custodiremo gelosamente.
Esce per V4V e Cloudhead, e lo potete ascoltare per intero su Youtube o Spotify.
9.6.16
I'm listening to
DAGS! - Snowed In / Stormed Out
L'ultimo disco dei milanesi DAGS! è uscito a inizio Aprile, quindi sono più o meno due mesi che lo ascolto un giorno sì e un giorno pure. Vi ricordate i Settlefish? Facevano dischi che sembravano uscire dal Wyoming, o da una qualsiasi città emersa dai boschi del midwest, avevano studiato talmente bene la lezione che quando ti dicevano "guarda che son di Bologna" sembrava uno scherzo.
Succede un po' la stessa cosa sentendo Snowed In / Stormed Out: è un disco emo raffinatissimo, a tratti molto matematico, a tratti frenetico tipo i Braid di Frame and Canvas, come se il mondo dovesse finire da un momento all'altro ma non puoi andartene senza prima aver urlato tutti i tuoi sentimenti all'unisono. Siccome il mondo potrebbe davvero finire da un momento all'altro, recuperate in fretta il disco. Lo trovate anche in streaming e free download sul loro bandcamp.
L'ultimo disco dei milanesi DAGS! è uscito a inizio Aprile, quindi sono più o meno due mesi che lo ascolto un giorno sì e un giorno pure. Vi ricordate i Settlefish? Facevano dischi che sembravano uscire dal Wyoming, o da una qualsiasi città emersa dai boschi del midwest, avevano studiato talmente bene la lezione che quando ti dicevano "guarda che son di Bologna" sembrava uno scherzo.
Succede un po' la stessa cosa sentendo Snowed In / Stormed Out: è un disco emo raffinatissimo, a tratti molto matematico, a tratti frenetico tipo i Braid di Frame and Canvas, come se il mondo dovesse finire da un momento all'altro ma non puoi andartene senza prima aver urlato tutti i tuoi sentimenti all'unisono. Siccome il mondo potrebbe davvero finire da un momento all'altro, recuperate in fretta il disco. Lo trovate anche in streaming e free download sul loro bandcamp.
28.3.16
I'm listening to
BIRTHH - Born In The Woods
Alice ha solo 19 anni ma ha una voglia di farsi sentire che spiazza per intensità e convinzione. Nel suo disco d'esordio a nome BIRTHH, che esce per We Were Never Being Boring parla di veleno che scorre nelle vene, di facce senz'amore, di regine del Regno del Fallimento, e sembra che ti fissi dritto negli occhi, sfidandoti a raccogliere tutta quest'oscurità. Il disco è fatto di suoni profondi e rumori ambientali, e per certe cose mi ha ricordato i Daughter, ma quì siamo davvero una spanna sopra.
All'estero ne stanno parlando un po' tutti, ed è già cominciato il tour americano; voi ascoltatevi Born in the Woods per intero direttamente dal sito dell'etichetta, che sarebbe brutto non accorgersi dei gioielli che abbiamo in casa.
Alice ha solo 19 anni ma ha una voglia di farsi sentire che spiazza per intensità e convinzione. Nel suo disco d'esordio a nome BIRTHH, che esce per We Were Never Being Boring parla di veleno che scorre nelle vene, di facce senz'amore, di regine del Regno del Fallimento, e sembra che ti fissi dritto negli occhi, sfidandoti a raccogliere tutta quest'oscurità. Il disco è fatto di suoni profondi e rumori ambientali, e per certe cose mi ha ricordato i Daughter, ma quì siamo davvero una spanna sopra.
All'estero ne stanno parlando un po' tutti, ed è già cominciato il tour americano; voi ascoltatevi Born in the Woods per intero direttamente dal sito dell'etichetta, che sarebbe brutto non accorgersi dei gioielli che abbiamo in casa.
23.2.16
I'm listening to
And So Your Life is Ruined | Rivincite
Uno dei difetti di tantissimi gruppi emo sbucati fuori negli ultimi anni è che sembrano sempre giocare a chi arriva ultimo. Chi piange più forte, chi ha le sfighe più nere, e intanto i testi diventano tutti uguali, e le canzoni si incrinano tutte nella stessa maniera. Invece gli And So Your Life is Ruined hanno capito che quello che ci fa amare così tanto le canzoni dei Promise Ring, o degli American Football, è che ci ritroviamo tutta l'ingiustizia della vita, ma anche tutta la voglia di sfidarla, e di ridercela alle sue spalle. Rivincite è così, un sorriso agrodolce, malinconico. Ed è stupendo. Le chitarre sono curatissime, i testi non hanno un singolo verso scontato, e poi potrei andare avanti un bel po' con le sviolinate perché secondo me è il disco più importante per, diciamo, "il genere" dai tempi di Diavoleria. Voi potete guardarvi il video del primo singolo, e preordinare l'album dallo store di V4V.
Uno dei difetti di tantissimi gruppi emo sbucati fuori negli ultimi anni è che sembrano sempre giocare a chi arriva ultimo. Chi piange più forte, chi ha le sfighe più nere, e intanto i testi diventano tutti uguali, e le canzoni si incrinano tutte nella stessa maniera. Invece gli And So Your Life is Ruined hanno capito che quello che ci fa amare così tanto le canzoni dei Promise Ring, o degli American Football, è che ci ritroviamo tutta l'ingiustizia della vita, ma anche tutta la voglia di sfidarla, e di ridercela alle sue spalle. Rivincite è così, un sorriso agrodolce, malinconico. Ed è stupendo. Le chitarre sono curatissime, i testi non hanno un singolo verso scontato, e poi potrei andare avanti un bel po' con le sviolinate perché secondo me è il disco più importante per, diciamo, "il genere" dai tempi di Diavoleria. Voi potete guardarvi il video del primo singolo, e preordinare l'album dallo store di V4V.
7.9.15
I'm listening to
Regarde Perspectives EP
Ammetto che sono il soggetto meno imparziale per recensire i Regarde, quattro amici da Vicenza che suonavano in band che sicuramente conoscerete, se vi è capitato di frequentare i giri HC veneti (tipo Step on Memories o SunCity Falls). Il fatto è che il nuovo EP, che esce il 14 settembre per V4V, Voice of the Unheard e Good Post Day Records, è ancora meglio dell'assaggio che ci avevano regalato l'anno scorso. È un disco americano nella forma, ma familiare nel messaggio. Perché il suono è quello di Title Fight, Basement o All Dogs, ma descrive strade che hai percorso, scenari di cui fai parte. Io spero che gli capiti qualcosa di bello, tipo chenesò un bel tour coi Citizen, perché le carte in regola ce le hanno tutte.
Potete ascoltare il primo estratto dall'EP sul loro bandcamp, e la settimana prossima esce in formato fisico corredato da un pack pazzesco (dentro ci trovate pure degli occhialini 3D).
Ammetto che sono il soggetto meno imparziale per recensire i Regarde, quattro amici da Vicenza che suonavano in band che sicuramente conoscerete, se vi è capitato di frequentare i giri HC veneti (tipo Step on Memories o SunCity Falls). Il fatto è che il nuovo EP, che esce il 14 settembre per V4V, Voice of the Unheard e Good Post Day Records, è ancora meglio dell'assaggio che ci avevano regalato l'anno scorso. È un disco americano nella forma, ma familiare nel messaggio. Perché il suono è quello di Title Fight, Basement o All Dogs, ma descrive strade che hai percorso, scenari di cui fai parte. Io spero che gli capiti qualcosa di bello, tipo chenesò un bel tour coi Citizen, perché le carte in regola ce le hanno tutte.
Potete ascoltare il primo estratto dall'EP sul loro bandcamp, e la settimana prossima esce in formato fisico corredato da un pack pazzesco (dentro ci trovate pure degli occhialini 3D).
29.8.15
I'm listening to
Any Other Silently. Quietly. Going Away.
Aspettavo il disco di Any Other da quando, l'inverno scorso, avevano regalato un concerto intimissimo e stupendo a chi era passato per l'Arcadia di Schio. Ricordo di aver pensato più di una volta a Waxahatchee, alle sue canzoni fatte di niente eppure disarmanti, e a come Adele cantasse con la stessa urgenza, la stessa intensa voglia di urlare "I'm not interested anymore/ in feeling bad".
Nelle canzoni di Silently. Quietly. Going Away è difficile non specchiarsi, c'è talmente tanta sincerità dentro che alla fine del disco si ha un amico in più.
Lo trovate in streaming integrale su Rockit, ed è una delle cose più belle che vi capiterà di ascoltare quest'autunno.
Aspettavo il disco di Any Other da quando, l'inverno scorso, avevano regalato un concerto intimissimo e stupendo a chi era passato per l'Arcadia di Schio. Ricordo di aver pensato più di una volta a Waxahatchee, alle sue canzoni fatte di niente eppure disarmanti, e a come Adele cantasse con la stessa urgenza, la stessa intensa voglia di urlare "I'm not interested anymore/ in feeling bad".
Nelle canzoni di Silently. Quietly. Going Away è difficile non specchiarsi, c'è talmente tanta sincerità dentro che alla fine del disco si ha un amico in più.
Lo trovate in streaming integrale su Rockit, ed è una delle cose più belle che vi capiterà di ascoltare quest'autunno.
15.3.15
I'm listening to
Albedo - Metropolis
C'è questo posto dalle nostre parti che assomiglia ad una scogliera, però è in montagna. Il fiume ha scavato la roccia creando insenature e dossi, dai quali i vicentini che in estate cercano un po' di refrigerio amano tuffarsi. A me i tuffi liberi, invece, hanno sempre un po' spaventato, a maggior ragione se poi è la natura primitiva di un posto del genere ad inghiottirmi. Il nuovo disco degli Albedo è così, un tuffo libero, spaventoso ma irresistibile. Un tentativo di affrontare i massimi sistemi, la natura dell'Uomo, la saggezza degli anziani, l'immobilità italiana, con la costante sensazione che non ci sia più la terra sotto i piedi, di essere oramai già nel vuoto, pronti ad essere inghiottiti. Il disco forse non è quella mina che tutti si aspettavano dopo il bellissimo Lezioni di Anatomia, ma c'è così tanto coraggio che si rimane irrimediabilmente affascinati.
Potete ordinarlo sul sito di V4V.
10.9.14
Il disco della settimana: And So Your Life is Ruined - S/T
La forza del nuovo album degli And So Your Life Is Ruined sta, in fondo, nell'essere un bellissimo disco emo. Non di quelli che suonano emo, che non se ne può più davvero. Un disco estremamente sincero, istintivo ed allo stesso tempo ben costruito e curato nel dettaglio (vedi la bellissima stampa in vinile che potete accaparrarvi quì). A me ha fatto ripensare a Distal, a quel modo di raccontare il proprio cuore, suonando dritto dallo stomaco ma tenendo sempre presente che le canzoni, alla fine, devono funzionare. Esce, manco a dirlo, su V4V, che ormai è un po' la nostra Deep Elm.
Il disco per prepararsi all'inverno.
12.1.14
Il disco della settimana: Lantern - Diavoleria
Cerco nuove gocce nel mare / Faremmo prima a lasciarci annegare.
Nella mia libreria i Lantern vengono subito dopo i La Quiete. Ecco, lo si potrebbe leggere come un passaggio di testimone virtuale. Diavoleria (che trovate per intero e in free download quì) ha dentro dei pezzi che sanno un po' di Touché Amoré, ma MEGLIO. Suonano onesti come neanche la metà dei gruppi implicati nel cosiddetto emorevival, ma con PIÙ URGENZA. E poi c'è L'invincibile S50, che arriva dritta allo stomaco come la prima volta che hai ascoltato Nirvana dei Raein, ma DI PIÙ. Un disco importante.
18.10.13
Il disco della settimana: Fuzz - S/T
9.10.13
Il disco della settimana: Chvrches - The Bones of What You Believe
Quando ho visto i Chvrches a fine agosto, le prime file erano prese d'assalto da teenager che sapevano già tutti i testi, nonostante l'album uscisse solo due mesi dopo. In una mano reggevano il succhetto di frutta, nell'altra lo smartphone. Alcuni erano accompagnati dai genitori. Ecco, The bones of what You believe è un disco che mi fa sentire vecchio, anche se ho solo ventidue anni. È il mainstream che vorremmo sentire girare alla radio, il pop del futuro. Dopotutto se i Depeche Mode li hanno voluti ad aprire i loro concerti un motivo ci sarà. Ogni traccia dell'album è una potenziale hit, basta dare un alscolto a questa, o a questa. O a questa. Beh, avete capito.
13.9.13
Il disco della settimana: Sport - Colors
A differenza di molti dei gruppi che stanno oramai affollando l'emo-revival degli ultimi tempi, gli Sport sono fra i pochi che oltre ad aver imparato la lezione nei migliori college del Midwest (metaforicamente, perché i ragazzi son francesi), suonano originali e sinceri. Colors (quì lo trovate tutto) è uno dei migliori album emo/lacrime/sorrisoni dell'anno, e dovreste ascoltarlo ogni due o tre giorni, come medicina per la fine dell'estate.
5.9.13
Il disco della settimana: Volcano Choir - Repave
Tutti pensavamo che il caro Bon Iver si fosse giocato tutte le carte migliori nell'album del 2011, invece in questo Repave, che esce a nome Volcano Choir (side-project con membri di gruppi post-rock dal nome lunghissimo) la sua impronta è inconfondibile, e ci regala pure dei pezzi davvero entusiasmanti. Si parla di oceani e marinai e metafore azzardate, ma a noi Vernon piace così, che non si capisce quello che dice ma ci emoziona come lo gorgheggia.
2.9.13
Il calendario di Gold Soundz
Sono davvero felice di annunciare l'inizio della mia collaborazione con Gold Soundz! Ogni mese, una mia illustrazione accompagnerà l'uscita più attesa e chiacchierata del momento, andando a formare una sorta di calendario illustrato. Quì trovate il contributo di settembre, che non poteva avere altri protagonisti se non Trent Reznor e i suoi Nine Inch Nails. Quì sotto, invece, trovate un disegno più vecchio, che accompagnava la recensione di luglio all'ultimo album di David Bowie. E se non siete ancora dei "goldsounderz", iniziate a seguire questa webzine, piaciatela e condividetela che fa bene.
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