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11.3.17

I'm listening to

Clap! Clap! - A Thousand Skies



Ascoltando il nuovo album di Clap! Clap! Ti sembra davvero di attraversarli uno per uno questi cieli: passi per l'Africa, costeggi il Medio Oriente, fai una capatina in Giappone (l'intro di Oriens.Oriri), passi per Chicago, e torni verso casa. Ma riparti subito, perché appena finisce il disco lo rimetti da capo. È un'elettronica gustosissima, succulenta mi viene da dire, che parte dall'hip hop ma lo trasfigura completamente, macinandolo con sample di musica popolare da ogni angolo del globo, assoli di piano jazz e roba tipo Caribou.
Raramente l'elettronica riesce ad appassionarmi, ma questo disco mi ha davvero fatto innamorare.
Ascoltatelo all'infinito qui.

21.1.17

I'm listening to

Margaret Glaspy - Emotions and Math

 
Tutti a compilare i listoni di fine anno, poi arriva gennaio e ci si è persi un disco come questo. Emotions and Math è uno di quei dischi che riescono ad essere profondamete sinceri e facilmente radiofonici allo stesso tempo, con la Glaspy che scrive dei testi meravigliosi e li gratta e sporca con una voce che a tratti sembra Fiona Apple, con una Gibson al posto del pianoforte e i poster di Liz Phair e degli Heatmiser in cameretta (ditemi se il singolo You and I non vi ricorda da vicino la band di Elliot Smith).
Non perseverate nell'errore, tanto lo trovate tutto su Spotify e pure su Soundcloud.

4.12.16

I'm listening to

Lambchop - FLOTUS


Kurt Wagner dice che lui e sua moglie non hanno mai avuto gusti musicali in comune. Non scelgono assieme il disco da mettere su piatto la domenica mattina, non comprano i biglietti dei concerti per due, non sono mai stati quel genere di coppia. Lui coi Lambchop ha sempre ricercato l'essenza del country americano, scrivendo pezzi raffinatissimi che sembrano incisi standosene sulla sedia a dondolo nella veranda di una casa coloniale in Alabama. Lei invece ascolta Kendrick Lamar. Anche i ragazzi del quartiere, fanno girare tutto il giorno Frank Ocean, Kendrick, gli Shabazz Places. Nel nuovo album dei Lambchop, Wagner filtra la sua personalissima sensibilità folk attraverso tutte queste influenze, manipolando la propria voce col vocoder, inserendo tappeti elettronici ovunque, e ne viene fuori un disco elettronico ma insieme antichissimo. FLOTUS sta per For Love Often Turn Us Still, che vuol dire più o meno "per l'amore che ci rende spesso immobili", come questo disco che a tratti disorienta e a tratti infatua, o come quando ci si innamora di persone che non hanno la nostra stessa collezione di dischi. Lo potete ascoltate per intero quì.

23.10.16

I'm listening to

His Clancyness - Isolation Culture


Se avete un minimo di familiarità con il lavoro di Jonathan Clancy, sapete già che stiamo parlando di un disco di pregio, e che nelle trame di questi nuovi pezzi ci ritroverete i Deerhunter, gli Arcade Fire, un po' di malinconia east coast e un po' di glam. Dopotutto, gli His Clancyness in questa materia sono sempre stati i primi della classe, quì in Italia. Quello che vi sorprenderà, invece, sarà la profondità in cui Isolation Culture decide di tuffarsi, la consapevolezza con cui affronta il contesto contemporaneo nei testi e più in generale nel concept del lavoro nella sua interezza. Vi sorprenderà sentir declamare, sopra un tappeto di tranquilli riverberi, "fuck you Italian government". E vi sorprenderà la frequenza con cui rimanderete il disco da capo.
Lo ascoltate per intero quì.

16.10.16

I'm listening to

Angel Olsen - My Woman
Senza tanti giri di parole, My Woman è il disco più bello uscito quest'anno.
Il potenziale di Angel Olsen era già chiarissimo quando faceva la corista per Bonnie Prince Billy (la magia di un disco come Wolfroy goes to Town stava anche nei contrappunti della Olsen), e nel precedente Burn your Fire... aveva dimostrato come potesse passare da caramelline garage-pop a cantilene lancinanti alla Leonard Cohen da sette minuti. In My Woman tutto il suo talento esplode. Ogni canzone è uno statement, tanto della propria arte quanto della propria femminilità. "Ti sfido a comprendere / cosa faccia di me una donna", canta la Olsen, e tu non puoi far altro che lasciarti trascinare nel suo mistero.

9.10.16

I'm listening to

LVL UP - Return to love

Stai per finire il college, hai vissuto qualche anno nella Grande Mela bazzicando concerti e negozi di dischi, hai inciso un paio di album e una manciata di EP con degli amici, ma solamente qualche blogger estremamente curioso li ha ascoltati. Superi la soglia fatidica dei 25 anni, e decidi di salutare definitivamente l'adolescenza. Arrivi in sala prove e dici "Registriamo un ultimo album, e se non entra nelle mani giuste in fretta suoniamo un paio di show d'addio e salutiamo gli amici".
Return to love doveva essere l'ultimo tassello della carriera dei LVL UP, invece è stato intercettato dalla Sub Pop, che ha messo subito sotto contratto il quartetto newyorkese e ha fatto uscire l'album qualche giorno fa. Il disco è pieno di grandi pezzi (e grandi riverberi), in cui c'è tutto lo struggimento di chi non sa se affrontare la vita con la coscienza di un adulto o col cuore di un ragazzino. Certo, Hidden driver assomiglia un po' troppo ai Neutral Milk Hotel, e ci sono un paio di ritornelli che sembrano rubati ai Pavement; ma il bello del disco sta in questo: Return to love è una sentitissima lettera d'amore all'indie-rock.

2.10.16

I'm listening to

Le sacerdotesse dell'Isola del Piacere - Interpretazione dei sogni



Interpretazione dei sogni sembrerebbe un titolo evocativo, ma in realtà è di una concretezza estrema: ogni traccia è un tentativo tenace di cristallizzare l’atmosfera del sogno, di immergere l’ascoltatore, sveglio e cosciente, in un’esperienza simile a quella messa in moto dal nostro subconscio in fase Rem. Ci sono dei dischi, tipo Siamese Dream degli Smashing Pumpkins o quelli dei Motorpsycho, in cui ci si sente fisicamente sospesi, con quei chitarroni grossi che però riescono a sollevarsi a mezz’aria. Nel nuovo album delle Sacerdotesse ci si trova nella stessa situazione: in punta di piedi, con la testa reclinata, a cercare costellazioni e non lasciarsi scappare il ricordo di un sogno. Penso che in un altro periodo storico Le Sacerdotesse sarebbero state annoverate senza problemi tra i grandi gruppi alternative italiani (Verdena, Marlene eccetera, anche in termini di popolarità e pubblico); ma non siamo nel 2002, e questo disco rimarrà sempre un po’ più piccolo di quello che merita, un piccolo sogno che custodiremo gelosamente.
Esce per V4V e Cloudhead, e lo potete ascoltare per intero su Youtube o Spotify.

22.6.16

I'm listening to - Tre dischi per cominciare l'estate con l'attitudine giusta

È piovuto per così tanto tempo che ci siamo dimenticati che effetto faccia il sole sulla pelle. Adesso l'estate sembra davvero alle porte, ma abbiamo accumulato talmente tanto grigiume che diventa necessario sfogarsi un po'. E allora questa volta niente dischi tristi, solo dischi furiosi.

Slander - Bad Weather


Non a caso, l'ep che gli Slander hanno fatto uscire qualche giorno fa si intitola Bad Weather. I fiòi, per chi ancora non lo sapesse, sono un manipolo di veneziani impazziti, punta di diamante di una scena che negli ultimi anni è emersa dalla Laguna regalando concerti imperdibili e il più bel festival hardcore d'Italia.
Con questo nuovo EP dimostrano una volta per tutte di poter rivaleggiare con chiunque anche fuori dai confini nazionali. Sono sporchi, brutti e cattivi, i giri di basso ti prendono per il collo e non sai più dove sei, le chitarre esplodono e non sai che fare, insomma è tutto potentissimo. Una mazzata di classe, hardcore punk come vorremo fosse sempre suonato.
Potete ascoltare l'ep per intero su youtube, ma li trovate in giro praticamente tutto l'anno.
Menzione a parte per la copertina, una stupenda illustrazione di Sean Taggart, un'istituzione del punkrock.

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BRUUNO - Belva

 La prima cosa che mi ha colpito di Belva, ep d'esordio dei BRUUNO, è la botta. La produzione è perfetta, ogni singolo strumento ti arriva nelle orecchie e te le prende a calci con precisione chirurgica. È un assalto che dura una manciata di minuti, un quarto d'ora di post-hardcore cerebrale e sassate, e appena finisce il mondo sembra così silenzioso che devi riascoltarlo per forza. Per capirci, siamo dalle parti di Lacrima Pantera dei Death of Anna Karina, ma più monolitici, o dei Ruggine, ma i testi quì hanno una sfumatura più intimista, e più fragile. Anche quì, plauso alla copertina ad opera del buon Carlo Zulian.
È uscito per V4V e COYPU Records già da un paio di mesi, ma vedrete che è perfetto quando vi si rompe il condizionatore. Lo scaricate gratuitamente dal sito dell'etichetta.

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Papier Tigre - The Screw





Quì arriviamo al noise matematico, di quello che ti affetta per bene il cervello, tipo i Don Caballero, o, per rimanere in italia, i grandissimi Three Second Kiss. i Papier Tigre sono francesi, di Nantes, e il nuovo album The Screw è il coronamento di una carriera lunga oramai una decade. E l'esperienza, dentro alle nuove tracce, si sente tutta. È un piacere seeguire il trio muoversi con tale naturalezza da un pezzo di pura schizofrenia come l'iniziale The Other Me a macigni come A Matter of Minutes, nove minuti costruiti su una singola nota. Dei maestri assoluti del genere.
Potete ascoltarvi il disco per intero su Soundcloud, o recuperarvi quelli vecchi da Bandcamp.
Sì, mi piace anche questa copertina.

9.6.16

I'm listening to

DAGS! - Snowed In / Stormed Out


L'ultimo disco dei milanesi DAGS! è uscito a inizio Aprile, quindi sono più o meno due mesi che lo ascolto un giorno sì e un giorno pure. Vi ricordate i Settlefish? Facevano dischi che sembravano uscire dal Wyoming, o da una qualsiasi città emersa dai boschi del midwest, avevano studiato talmente bene la lezione che quando ti dicevano "guarda che son di Bologna" sembrava uno scherzo.
Succede un po' la stessa cosa sentendo Snowed In / Stormed Out: è un disco emo raffinatissimo, a tratti molto matematico, a tratti frenetico tipo i Braid di Frame and Canvas, come se il mondo dovesse finire da un momento all'altro ma non puoi andartene senza prima aver urlato tutti i tuoi sentimenti all'unisono. Siccome il mondo potrebbe davvero finire da un momento all'altro, recuperate in fretta il disco. Lo trovate anche in streaming e free download sul loro bandcamp.

28.3.16

I'm listening to

BIRTHH - Born In The Woods


Alice ha solo 19 anni ma ha una voglia di farsi sentire che spiazza per intensità e convinzione. Nel suo disco d'esordio a nome BIRTHH, che esce per We Were Never Being Boring parla di veleno che scorre nelle vene, di facce senz'amore, di regine del Regno del Fallimento, e sembra che ti fissi dritto negli occhi, sfidandoti a raccogliere tutta quest'oscurità. Il disco è fatto di suoni profondi e rumori ambientali, e per certe cose mi ha ricordato i Daughter, ma quì siamo davvero una spanna sopra.
All'estero ne stanno parlando un po' tutti, ed è già cominciato il tour americano; voi ascoltatevi Born in the Woods per intero direttamente dal sito dell'etichetta, che sarebbe brutto non accorgersi dei gioielli che abbiamo in casa.

23.2.16

I'm listening to

And So Your Life is Ruined | Rivincite

Uno dei difetti di tantissimi gruppi emo sbucati fuori negli ultimi anni è che sembrano sempre giocare a chi arriva ultimo. Chi piange più forte, chi ha le sfighe più nere, e intanto i testi diventano tutti uguali, e le canzoni si incrinano tutte nella stessa maniera. Invece gli And So Your Life is Ruined hanno capito che quello che ci fa amare così tanto le canzoni dei Promise Ring, o degli American Football, è che ci ritroviamo tutta l'ingiustizia della vita, ma anche tutta la voglia di sfidarla, e di ridercela alle sue spalle. Rivincite è così, un sorriso agrodolce, malinconico. Ed è stupendo. Le chitarre sono curatissime, i testi non hanno un singolo verso scontato, e poi potrei andare avanti un bel po' con le sviolinate perché secondo me è il disco più importante per, diciamo, "il genere" dai tempi di Diavoleria. Voi potete guardarvi il video del primo singolo, e preordinare l'album dallo store di V4V.

21.1.16

I'm listening to

 Urali - Persona





Persona parla, per l'appunto, di persone, come testimoniano i titoli dei brani. Racconta di come ci sfugga sempre un particolare, un fotogramma, di come non riusciamo mai a ricomporre davvero l'immagine di un qualsiasi altro essere umano. E racconta tutto questo con una chitarra lacerante in sottofondo, un drone che in alcuni punti sfiora il metal. Non c'è ritmica, solo storie sostenute da un fiume di distorsione. Un po' come Rollercoaster dei Red House Painters, pezzi di diario affogati nel feedback. O cose tipo Le Noise di Neil Young. Il disco, bellissimo, lo ascoltate per intero su bandcamp, mentre Urali (che poi si chiama Ivan) lo trovate in giro a qualche data del tour.


13.1.16

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Pinegrove - Everything so Far
 
 Everything so Far è un disco minuscolo. Un paio di manciate di canzoni cortissime, cantate piano, come quando hai il cuore talmente a pezzi che non riesce a spingere la voce oltre la trachea. Canzoni da un minuto e mezzo, massimo due. Ma più le tracce scorrono, più capisci che sono così corte perché non hai biogno di sentire nient'altro. Sembra di riascoltare alcuni pezzi dei Wrens, o di altri dischi minuscoli tipo quelli dei Prawn, o qualche pezzo rilassato dei Promise Ring. Loro, i Pinegrove, hanno appena firmato per Run For Cover e a breve uscirà un nuovo album, ma questa gemma piccolissima e preziosissima la trovate ancora in cassettina oppure la ascoltate per intero sul loro bandcamp.

7.9.15

I'm listening to

Regarde Perspectives EP

Ammetto che sono il soggetto meno imparziale per recensire i Regarde, quattro amici da Vicenza che suonavano in band che sicuramente conoscerete, se vi è capitato di frequentare i giri HC veneti (tipo Step on Memories o SunCity Falls). Il fatto è che il nuovo EP, che esce il 14 settembre per V4V, Voice of the UnheardGood Post Day Records, è ancora meglio dell'assaggio che ci avevano regalato l'anno scorso. È un disco americano nella forma, ma familiare nel messaggio. Perché il suono è quello di Title Fight, Basement o All Dogs, ma descrive strade che hai percorso, scenari di cui fai parte. Io spero che gli capiti qualcosa di bello, tipo chenesò un bel tour coi Citizen, perché le carte in regola ce le hanno tutte.
Potete ascoltare il primo estratto dall'EP sul loro bandcamp, e la settimana prossima esce in formato fisico corredato da un pack pazzesco (dentro ci trovate pure degli occhialini 3D). 

29.8.15

I'm listening to

Any Other   Silently. Quietly. Going Away.




Aspettavo il disco di Any Other da quando, l'inverno scorso, avevano regalato un concerto intimissimo e stupendo a chi era passato per l'Arcadia di Schio. Ricordo di aver pensato più di una volta a Waxahatchee, alle sue canzoni fatte di niente eppure disarmanti, e a come Adele cantasse con la stessa urgenza, la stessa intensa voglia di urlare "I'm not interested anymore/ in feeling bad"
Nelle canzoni di Silently. Quietly. Going Away è difficile non specchiarsi, c'è talmente tanta sincerità dentro che alla fine del disco si ha un amico in più.
Lo trovate in streaming integrale su Rockit, ed è una delle cose più belle che vi capiterà di ascoltare quest'autunno.

15.6.15

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Pastel - L'acchiappanuvole
 

Internet è bello perché ci si può dare una bella pacca sulla spalla anche abitando ai poli opposti dell'Italia. I Pastel sono di Bari, ci suonano due ragazzi che giravano con Minus Tree e Bury Me At Dawn, hardcore di qualità insomma. Escono finalmente con  L'acchiappanuvole, che suona un po' come gli Envy ma con quel tocco tipicamente italico, quel modo di far entrare le chitarre che ci hanno insegnato i Raein. Produzione DIY al 100%, esce in Italia su Hanged Man e anche su Upwind, etichetta messa in piedi, appunto, da Andrea dei Pastel. Fatevi un giro sul sito, che a gente che ci mette l'anima in questo modo una pacca sulla spalla mi sembra il minimo.

29.3.15

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Glen Hansard
It Was Triumph We Once Proposed ... Songs Of Jason Molina
Non è facile, credo, rendere omaggio ad un amico scomparso decidendo di reinterpretare le sue stesse canzoni, per il carico emozionale che ciò si porta dietro, per il rispetto a cui ci si obbliga. Se l'amico in questione è uno dei più grandi cantautori della sua generazione, diventa ancora più difficile.
Glen Hansard ha pubblicato questo EP tributo a Jason Molina, suonato assieme ai membri storici della band che accompagnava l'amico ai tempi dei Songs: Ohia, ed è molto toccante.
Mi sa che lo trovate per intero su Spotify, poi correte a recuperare tutta la discografia di Molina.

15.3.15

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Albedo - Metropolis


C'è questo posto dalle nostre parti che assomiglia ad una scogliera, però è in montagna. Il fiume ha scavato la roccia creando insenature e dossi, dai quali i vicentini che in estate cercano un po' di refrigerio amano tuffarsi. A me i tuffi liberi, invece, hanno sempre un po' spaventato, a maggior ragione se poi è la natura primitiva di un posto del genere ad inghiottirmi. Il nuovo disco degli Albedo è così, un tuffo libero, spaventoso ma irresistibile. Un tentativo di affrontare i massimi sistemi, la natura dell'Uomo, la saggezza degli anziani, l'immobilità italiana, con la costante sensazione che non ci sia più la terra sotto i piedi, di essere oramai già nel vuoto, pronti ad essere inghiottiti. Il disco forse non è quella mina che tutti si aspettavano dopo il bellissimo Lezioni di Anatomia, ma c'è così tanto coraggio che si rimane irrimediabilmente affascinati.
Potete ordinarlo sul sito di V4V.

17.2.15

I'm listening to

New Adventures in Lo-Fi
So Far


Se cresci sulle coste romagnole e ti piacciono i dischi di punk triste è probabile che tu metta in piedi una band che suona disperata e velocissima. Se cresci in Piemonte le cose cambiano un po', il cielo è perlopiù grigio, tieni il cappotto fino a marzo inoltrato, preferisci il versante Death Cab For Cutie. (Non so se è proprio così, ipotizzo, generalizzo). I New Adventures in Lo - Fi sono una delle gemme della Torino malinconica (un altro nome che mi viene in mente sono i Farmer Sea), una serie di EP alle spalle ed una bellissima cover di Temptation dei New Order sul nastrone di Natale di Polaroid. Adesso arrivano finalmente al formato lungo con So Far, che esce il 28 Febbraio in free download. È un disco pieno di pioggia e fiori, di piccoli drammi e piccole speranze e piccole vite, ed è facile sentirselo vicino, a qualunque latitudine la vostra piccola vita stia scorrendo.

1.2.15

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Mother Island - Cosmic Pyre
La cosa che mi colpì subito la prima volta che vidi dal vivo i Mother Island (al CSC, uno degli ormai pochissimi spazi alternativi storici del vicentino) rimasi molto colpito non solo dalla foga e dalla fisicità con cui si lanciavano in queste cavalcate psych-garage, ma soprattutto dalla qualità delle canzoni. Se fossimo in America avrebbero già firmato per Drag City, però siamo a Vicenza ed è bello così. Avete ancora un po' di tempo per ascoltarvi l'album sul loro bandcamp, e poi vorrete comprarvi il vinile.