Visualizzazione post con etichetta sketches. Mostra tutti i post
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27.10.17
3.7.17
26.6.17
7.6.17
3.5.17
25.4.17
19.4.17
7.4.17
26.3.17
22.3.17
23.10.16
I'm listening to
His Clancyness - Isolation Culture
Se avete un minimo di familiarità con il lavoro di Jonathan Clancy, sapete già che stiamo parlando di un disco di pregio, e che nelle trame di questi nuovi pezzi ci ritroverete i Deerhunter, gli Arcade Fire, un po' di malinconia east coast e un po' di glam. Dopotutto, gli His Clancyness in questa materia sono sempre stati i primi della classe, quì in Italia. Quello che vi sorprenderà, invece, sarà la profondità in cui Isolation Culture decide di tuffarsi, la consapevolezza con cui affronta il contesto contemporaneo nei testi e più in generale nel concept del lavoro nella sua interezza. Vi sorprenderà sentir declamare, sopra un tappeto di tranquilli riverberi, "fuck you Italian government". E vi sorprenderà la frequenza con cui rimanderete il disco da capo.
Lo ascoltate per intero quì.
Se avete un minimo di familiarità con il lavoro di Jonathan Clancy, sapete già che stiamo parlando di un disco di pregio, e che nelle trame di questi nuovi pezzi ci ritroverete i Deerhunter, gli Arcade Fire, un po' di malinconia east coast e un po' di glam. Dopotutto, gli His Clancyness in questa materia sono sempre stati i primi della classe, quì in Italia. Quello che vi sorprenderà, invece, sarà la profondità in cui Isolation Culture decide di tuffarsi, la consapevolezza con cui affronta il contesto contemporaneo nei testi e più in generale nel concept del lavoro nella sua interezza. Vi sorprenderà sentir declamare, sopra un tappeto di tranquilli riverberi, "fuck you Italian government". E vi sorprenderà la frequenza con cui rimanderete il disco da capo.
Lo ascoltate per intero quì.
16.10.16
I'm listening to
Angel Olsen - My Woman
Senza tanti giri di parole, My Woman è il disco più bello uscito quest'anno.
Il potenziale di Angel Olsen era già chiarissimo quando faceva la corista per Bonnie Prince Billy (la magia di un disco come Wolfroy goes to Town stava anche nei contrappunti della Olsen), e nel precedente Burn your Fire... aveva dimostrato come potesse passare da caramelline garage-pop a cantilene lancinanti alla Leonard Cohen da sette minuti. In My Woman tutto il suo talento esplode. Ogni canzone è uno statement, tanto della propria arte quanto della propria femminilità. "Ti sfido a comprendere / cosa faccia di me una donna", canta la Olsen, e tu non puoi far altro che lasciarti trascinare nel suo mistero.
Senza tanti giri di parole, My Woman è il disco più bello uscito quest'anno.
Il potenziale di Angel Olsen era già chiarissimo quando faceva la corista per Bonnie Prince Billy (la magia di un disco come Wolfroy goes to Town stava anche nei contrappunti della Olsen), e nel precedente Burn your Fire... aveva dimostrato come potesse passare da caramelline garage-pop a cantilene lancinanti alla Leonard Cohen da sette minuti. In My Woman tutto il suo talento esplode. Ogni canzone è uno statement, tanto della propria arte quanto della propria femminilità. "Ti sfido a comprendere / cosa faccia di me una donna", canta la Olsen, e tu non puoi far altro che lasciarti trascinare nel suo mistero.
22.6.16
I'm listening to - Tre dischi per cominciare l'estate con l'attitudine giusta
È piovuto per così tanto tempo che ci siamo dimenticati che effetto faccia il sole sulla pelle. Adesso l'estate sembra davvero alle porte, ma abbiamo accumulato talmente tanto grigiume che diventa necessario sfogarsi un po'. E allora questa volta niente dischi tristi, solo dischi furiosi.
Slander - Bad Weather
Non a caso, l'ep che gli Slander hanno fatto uscire qualche giorno fa si intitola Bad Weather. I fiòi, per chi ancora non lo sapesse, sono un manipolo di veneziani impazziti, punta di diamante di una scena che negli ultimi anni è emersa dalla Laguna regalando concerti imperdibili e il più bel festival hardcore d'Italia.
Con questo nuovo EP dimostrano una volta per tutte di poter rivaleggiare con chiunque anche fuori dai confini nazionali. Sono sporchi, brutti e cattivi, i giri di basso ti prendono per il collo e non sai più dove sei, le chitarre esplodono e non sai che fare, insomma è tutto potentissimo. Una mazzata di classe, hardcore punk come vorremo fosse sempre suonato.
Potete ascoltare l'ep per intero su youtube, ma li trovate in giro praticamente tutto l'anno.
Menzione a parte per la copertina, una stupenda illustrazione di Sean Taggart, un'istituzione del punkrock.
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BRUUNO - Belva
La prima cosa che mi ha colpito di Belva, ep d'esordio dei BRUUNO, è la botta. La produzione è perfetta, ogni singolo strumento ti arriva nelle orecchie e te le prende a calci con precisione chirurgica. È un assalto che dura una manciata di minuti, un quarto d'ora di post-hardcore cerebrale e sassate, e appena finisce il mondo sembra così silenzioso che devi riascoltarlo per forza. Per capirci, siamo dalle parti di Lacrima Pantera dei Death of Anna Karina, ma più monolitici, o dei Ruggine, ma i testi quì hanno una sfumatura più intimista, e più fragile. Anche quì, plauso alla copertina ad opera del buon Carlo Zulian.
È uscito per V4V e COYPU Records già da un paio di mesi, ma vedrete che è perfetto quando vi si rompe il condizionatore. Lo scaricate gratuitamente dal sito dell'etichetta.
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Papier Tigre - The Screw
Quì arriviamo al noise matematico, di quello che ti affetta per bene il cervello, tipo i Don Caballero, o, per rimanere in italia, i grandissimi Three Second Kiss. i Papier Tigre sono francesi, di Nantes, e il nuovo album The Screw è il coronamento di una carriera lunga oramai una decade. E l'esperienza, dentro alle nuove tracce, si sente tutta. È un piacere seeguire il trio muoversi con tale naturalezza da un pezzo di pura schizofrenia come l'iniziale The Other Me a macigni come A Matter of Minutes, nove minuti costruiti su una singola nota. Dei maestri assoluti del genere.
Potete ascoltarvi il disco per intero su Soundcloud, o recuperarvi quelli vecchi da Bandcamp.
Sì, mi piace anche questa copertina.
Slander - Bad Weather
Non a caso, l'ep che gli Slander hanno fatto uscire qualche giorno fa si intitola Bad Weather. I fiòi, per chi ancora non lo sapesse, sono un manipolo di veneziani impazziti, punta di diamante di una scena che negli ultimi anni è emersa dalla Laguna regalando concerti imperdibili e il più bel festival hardcore d'Italia.
Con questo nuovo EP dimostrano una volta per tutte di poter rivaleggiare con chiunque anche fuori dai confini nazionali. Sono sporchi, brutti e cattivi, i giri di basso ti prendono per il collo e non sai più dove sei, le chitarre esplodono e non sai che fare, insomma è tutto potentissimo. Una mazzata di classe, hardcore punk come vorremo fosse sempre suonato.
Potete ascoltare l'ep per intero su youtube, ma li trovate in giro praticamente tutto l'anno.
Menzione a parte per la copertina, una stupenda illustrazione di Sean Taggart, un'istituzione del punkrock.
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BRUUNO - Belva
La prima cosa che mi ha colpito di Belva, ep d'esordio dei BRUUNO, è la botta. La produzione è perfetta, ogni singolo strumento ti arriva nelle orecchie e te le prende a calci con precisione chirurgica. È un assalto che dura una manciata di minuti, un quarto d'ora di post-hardcore cerebrale e sassate, e appena finisce il mondo sembra così silenzioso che devi riascoltarlo per forza. Per capirci, siamo dalle parti di Lacrima Pantera dei Death of Anna Karina, ma più monolitici, o dei Ruggine, ma i testi quì hanno una sfumatura più intimista, e più fragile. Anche quì, plauso alla copertina ad opera del buon Carlo Zulian.
È uscito per V4V e COYPU Records già da un paio di mesi, ma vedrete che è perfetto quando vi si rompe il condizionatore. Lo scaricate gratuitamente dal sito dell'etichetta.
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Papier Tigre - The Screw
Potete ascoltarvi il disco per intero su Soundcloud, o recuperarvi quelli vecchi da Bandcamp.
Sì, mi piace anche questa copertina.
9.6.16
I'm listening to
DAGS! - Snowed In / Stormed Out
L'ultimo disco dei milanesi DAGS! è uscito a inizio Aprile, quindi sono più o meno due mesi che lo ascolto un giorno sì e un giorno pure. Vi ricordate i Settlefish? Facevano dischi che sembravano uscire dal Wyoming, o da una qualsiasi città emersa dai boschi del midwest, avevano studiato talmente bene la lezione che quando ti dicevano "guarda che son di Bologna" sembrava uno scherzo.
Succede un po' la stessa cosa sentendo Snowed In / Stormed Out: è un disco emo raffinatissimo, a tratti molto matematico, a tratti frenetico tipo i Braid di Frame and Canvas, come se il mondo dovesse finire da un momento all'altro ma non puoi andartene senza prima aver urlato tutti i tuoi sentimenti all'unisono. Siccome il mondo potrebbe davvero finire da un momento all'altro, recuperate in fretta il disco. Lo trovate anche in streaming e free download sul loro bandcamp.
L'ultimo disco dei milanesi DAGS! è uscito a inizio Aprile, quindi sono più o meno due mesi che lo ascolto un giorno sì e un giorno pure. Vi ricordate i Settlefish? Facevano dischi che sembravano uscire dal Wyoming, o da una qualsiasi città emersa dai boschi del midwest, avevano studiato talmente bene la lezione che quando ti dicevano "guarda che son di Bologna" sembrava uno scherzo.
Succede un po' la stessa cosa sentendo Snowed In / Stormed Out: è un disco emo raffinatissimo, a tratti molto matematico, a tratti frenetico tipo i Braid di Frame and Canvas, come se il mondo dovesse finire da un momento all'altro ma non puoi andartene senza prima aver urlato tutti i tuoi sentimenti all'unisono. Siccome il mondo potrebbe davvero finire da un momento all'altro, recuperate in fretta il disco. Lo trovate anche in streaming e free download sul loro bandcamp.
28.3.16
I'm listening to
BIRTHH - Born In The Woods
Alice ha solo 19 anni ma ha una voglia di farsi sentire che spiazza per intensità e convinzione. Nel suo disco d'esordio a nome BIRTHH, che esce per We Were Never Being Boring parla di veleno che scorre nelle vene, di facce senz'amore, di regine del Regno del Fallimento, e sembra che ti fissi dritto negli occhi, sfidandoti a raccogliere tutta quest'oscurità. Il disco è fatto di suoni profondi e rumori ambientali, e per certe cose mi ha ricordato i Daughter, ma quì siamo davvero una spanna sopra.
All'estero ne stanno parlando un po' tutti, ed è già cominciato il tour americano; voi ascoltatevi Born in the Woods per intero direttamente dal sito dell'etichetta, che sarebbe brutto non accorgersi dei gioielli che abbiamo in casa.
Alice ha solo 19 anni ma ha una voglia di farsi sentire che spiazza per intensità e convinzione. Nel suo disco d'esordio a nome BIRTHH, che esce per We Were Never Being Boring parla di veleno che scorre nelle vene, di facce senz'amore, di regine del Regno del Fallimento, e sembra che ti fissi dritto negli occhi, sfidandoti a raccogliere tutta quest'oscurità. Il disco è fatto di suoni profondi e rumori ambientali, e per certe cose mi ha ricordato i Daughter, ma quì siamo davvero una spanna sopra.
All'estero ne stanno parlando un po' tutti, ed è già cominciato il tour americano; voi ascoltatevi Born in the Woods per intero direttamente dal sito dell'etichetta, che sarebbe brutto non accorgersi dei gioielli che abbiamo in casa.
7.9.15
I'm listening to
Regarde Perspectives EP
Ammetto che sono il soggetto meno imparziale per recensire i Regarde, quattro amici da Vicenza che suonavano in band che sicuramente conoscerete, se vi è capitato di frequentare i giri HC veneti (tipo Step on Memories o SunCity Falls). Il fatto è che il nuovo EP, che esce il 14 settembre per V4V, Voice of the Unheard e Good Post Day Records, è ancora meglio dell'assaggio che ci avevano regalato l'anno scorso. È un disco americano nella forma, ma familiare nel messaggio. Perché il suono è quello di Title Fight, Basement o All Dogs, ma descrive strade che hai percorso, scenari di cui fai parte. Io spero che gli capiti qualcosa di bello, tipo chenesò un bel tour coi Citizen, perché le carte in regola ce le hanno tutte.
Potete ascoltare il primo estratto dall'EP sul loro bandcamp, e la settimana prossima esce in formato fisico corredato da un pack pazzesco (dentro ci trovate pure degli occhialini 3D).
Ammetto che sono il soggetto meno imparziale per recensire i Regarde, quattro amici da Vicenza che suonavano in band che sicuramente conoscerete, se vi è capitato di frequentare i giri HC veneti (tipo Step on Memories o SunCity Falls). Il fatto è che il nuovo EP, che esce il 14 settembre per V4V, Voice of the Unheard e Good Post Day Records, è ancora meglio dell'assaggio che ci avevano regalato l'anno scorso. È un disco americano nella forma, ma familiare nel messaggio. Perché il suono è quello di Title Fight, Basement o All Dogs, ma descrive strade che hai percorso, scenari di cui fai parte. Io spero che gli capiti qualcosa di bello, tipo chenesò un bel tour coi Citizen, perché le carte in regola ce le hanno tutte.
Potete ascoltare il primo estratto dall'EP sul loro bandcamp, e la settimana prossima esce in formato fisico corredato da un pack pazzesco (dentro ci trovate pure degli occhialini 3D).
29.8.15
I'm listening to
Any Other Silently. Quietly. Going Away.
Aspettavo il disco di Any Other da quando, l'inverno scorso, avevano regalato un concerto intimissimo e stupendo a chi era passato per l'Arcadia di Schio. Ricordo di aver pensato più di una volta a Waxahatchee, alle sue canzoni fatte di niente eppure disarmanti, e a come Adele cantasse con la stessa urgenza, la stessa intensa voglia di urlare "I'm not interested anymore/ in feeling bad".
Nelle canzoni di Silently. Quietly. Going Away è difficile non specchiarsi, c'è talmente tanta sincerità dentro che alla fine del disco si ha un amico in più.
Lo trovate in streaming integrale su Rockit, ed è una delle cose più belle che vi capiterà di ascoltare quest'autunno.
Aspettavo il disco di Any Other da quando, l'inverno scorso, avevano regalato un concerto intimissimo e stupendo a chi era passato per l'Arcadia di Schio. Ricordo di aver pensato più di una volta a Waxahatchee, alle sue canzoni fatte di niente eppure disarmanti, e a come Adele cantasse con la stessa urgenza, la stessa intensa voglia di urlare "I'm not interested anymore/ in feeling bad".
Nelle canzoni di Silently. Quietly. Going Away è difficile non specchiarsi, c'è talmente tanta sincerità dentro che alla fine del disco si ha un amico in più.
Lo trovate in streaming integrale su Rockit, ed è una delle cose più belle che vi capiterà di ascoltare quest'autunno.
21.6.15
23.5.15
I'm listening to
Gouton Rouge - Giungla
Ci prendiamo il tempo di ultimo bagno e faremo surf
prima che la tempesta ci travolga e ci cancelli.
prima che la tempesta ci travolga e ci cancelli.
Quando parlavo a qualcuno di Carne, disco precedente dei Gouton Rouge, l'aggettivo che utilizzavo più spesso era "originale", una parola che penso di aver pronunciato solo due o tre volte parlando di dischi degli ultimi anni. Ora arriva Giungla, il successore, ed è ancora più originale. E poi c'è dentro quel nervosismo impazzito di sempre, che sembra siano così febbricitati da non riuscire a tenere le mani sugli strumenti. Il disco esce lunedì, ma potete già ascoltarlo tutto su Rockit.
29.3.15
I'm listening to
Glen Hansard
It Was Triumph We Once Proposed ... Songs Of Jason Molina
Non è facile, credo, rendere omaggio ad un amico scomparso decidendo di reinterpretare le sue stesse canzoni, per il carico emozionale che ciò si porta dietro, per il rispetto a cui ci si obbliga. Se l'amico in questione è uno dei più grandi cantautori della sua generazione, diventa ancora più difficile.
Glen Hansard ha pubblicato questo EP tributo a Jason Molina, suonato assieme ai membri storici della band che accompagnava l'amico ai tempi dei Songs: Ohia, ed è molto toccante.
Mi sa che lo trovate per intero su Spotify, poi correte a recuperare tutta la discografia di Molina.
It Was Triumph We Once Proposed ... Songs Of Jason Molina
Non è facile, credo, rendere omaggio ad un amico scomparso decidendo di reinterpretare le sue stesse canzoni, per il carico emozionale che ciò si porta dietro, per il rispetto a cui ci si obbliga. Se l'amico in questione è uno dei più grandi cantautori della sua generazione, diventa ancora più difficile.
Glen Hansard ha pubblicato questo EP tributo a Jason Molina, suonato assieme ai membri storici della band che accompagnava l'amico ai tempi dei Songs: Ohia, ed è molto toccante.
Mi sa che lo trovate per intero su Spotify, poi correte a recuperare tutta la discografia di Molina.
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